Punti di forza
- I Tortelli al Cinghiale e i Tortelli al Ragu' sono fatti a mano con una pasta che si riconosce al primo morso: spessa il giusto, generosa nel condimento
- Il Cervo in Umido e il Capriolo e Piselli testimoniano un rapporto diretto con il territorio casentinese, selvaggina trattata con rispetto e cotture lente che non si inventano
- L'Acqua Cotta, piatto povero per eccellenza, qui arriva in tavola con la dignita' che merita: calda, profonda, autentica come la nonna di turno che la porta
- Le Tagliatelle al Ragu' di Cinghiale hanno quella consistenza e quel colore scuro del sugo che richiedono ore di fuoco lento, non si scorgono scorciatoie
- I Cantuccini e Vinsanto chiudono il pranzo come si deve: dolce toscano vero, non il surrogato da supermercato che trovi in troppi posti
Da migliorare
- I tempi di attesa tra una portata e l'altra possono diventare una prova di resistenza: tre ore per un pranzo non sono rare, bisogna saperlo prima di sedersi
- Il servizio e' giovane e volenteroso ma talvolta manca di coordinazione, soprattutto quando il locale e' pieno e la pressione sale
- La comunicazione sugli ingredienti e sulle variazioni del menu' potrebbe essere piu' chiara, specie per chi ha intolleranze o curiosita' sui tagli di carne utilizzati
- L'arredo e l'atmosfera anni Settanta hanno il loro fascino ma qualche attenzione in piu' ai dettagli visivi non guasterebbe
Il verdetto di Sluurpy
Allora, parliamoci chiaro: se arrivi a Stia con l'agenda piena e il telefono in mano, gira sui tacchi. Il Ristorante Filetto non e' un posto per chi ha fretta, e' un posto per chi ha fame vera. Io ci sono entrato aspettandomi la solita trattoria turistica del Casentino e invece ho trovato una cucina che prende la selvaggina sul serio, fa la pasta a mano tutti i giorni e non si vergogna di servire l'Acqua Cotta come piatto nobile. A certi prezzi, in questa zona, e' quasi commovente.
