Punti di forza
- Carta del crudo di mare di qualita' elevata, con ostriche e scampi al ghiaccio di freschezza evidente
- I cavatelli ai frutti di mare mostrano padronanza tecnica nella cottura della pasta fresca
- Il mezzo pacchero con branzino selvatico, vongole, datterino giallo e mandorle tostate rivela una cucina capace di abbinamenti non banali
- Carta dei vini curata, con buona selezione di bianchi pugliesi adatti alla cucina ittica
- Accessibilita' completa e ambiente accogliente, adatto a famiglie e gruppi senza perdere il carattere
Da migliorare
- Il lunedi' di chiusura penalizza chi visita Bari nel fine settimana lungo, con domenica limitata al solo pranzo
- La frittura mista, piatto di riferimento per qualsiasi pescheria, risulta meno precisa nella temperatura dell'olio rispetto all'eccellenza del crudo
- L'ambiente casual e di tendenza rischia di creare confusione di registro: non si capisce sempre se si e' in una pescheria o in un ristorante strutturato
- L'assenza di menu degustazione impedisce di percorrere con coerenza la proposta ittica nella sua interezza
Il verdetto di Sluurpy
Entro da U' Gnore con l'aspettativa tipica di chi conosce la tradizione ittica barese e ne ha viste tante. Mi siedo, ordino gli scampi al ghiaccio e capisco subito che qui il pesce arriva davvero dal mare, non da una cella frigorifera anonima. Il mezzo pacchero con branzino selvatico e mandorle tostate mi sorprende: e' un piatto che pensa, non solo esegue. Tuttavia la frittura manca di quella secchezza impeccabile che distingue il grande fritto dal buono. A Bari, dove il confronto e' spietato, questo dettaglio pesa. Locale di carattere, ma con margini di affinamento tecnico ancora aperti.

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