Punti di forza
- La terrazza esterna sul porto e' un colpo al cuore: si mangia con le barche a remi che scendono in acqua e il faro della Lanterna all'orizzonte
- Il pesce e' trattato con rispetto ligure: triglie alla genovese e acciughe al limone preparate come si deve, senza sovrastrutture
- Il pesto fatto in casa sui trofie e' denso e aromatico, uno di quei pesti che ti ricordano perche' Genova esiste
- La focaccia servita all'arrivo e' quella vera, unta e alta al punto giusto, non una pallida imitazione per turisti
- L'atmosfera da circolo storico - fondata nel 1902 - aggiunge un carattere autentico difficile da trovare nei ristoranti commerciali del porto antico
Da migliorare
- L'identita' da circolo sportivo puo' rendere l'accoglienza un po' formale per chi non e' socio o non conosce la casa
- La carta non e' ampissima e i piatti fuori stagione risentono della dipendenza dal mercato ittico locale
- L'accesso dalla via del Molo non e' immediatamente intuitivo per chi viene per la prima volta
Il verdetto di Sluurpy
L'osservatore che sono io ama quei posti dove la sala non e' stata disegnata da un interior designer ma dalla storia. Elpis e' cosi': ti siedi sul Molo Giano, Genova ti circonda tutta, il mare sotto e il porto che lavora. La cucina non si inventa nulla di nuovo e fa bene - in questa citta' il pesto, le acciughe e i fritti di paranza non hanno bisogno di reinterpretazioni. Un indirizzo da custodire gelosamente, lontano dai circuiti piu' battuti.





