Punti di forza
- La Costata di Manzo arriva al tavolo su braciere ardente: cottura chirurgica, crosta esterna da manuale
- L'Antipasto del Vecchio Maneggio e' un viaggio negli affettati e formaggi locali prima ancora che arrivi la brace
- Gli Arrosticini escono dalla griglia uno dopo l'altro con quella cadenza ipnotica che non lascia scampo
- La Tagliata e' tagliata come si deve: a fette spesse, con rucola e grana che non soffocano la carne
- Il Millefoglie in chiusura dimostra che la mano in cucina non si ferma alla brace
Da migliorare
- I contorni - Patate al Forno in testa - hanno un prezzo sproporzionato rispetto alla portata principale: attenzione al conto finale
- Nessuna indicazione sulla frollatura dei tagli in menu: per un locale che punta sulla carne selezionata e' una lacuna che si sente
- La Genovese Ottima compare nel piatto ma non ha la centralita' che meriterebbe: rischia di perdersi nel menu carnivoro
Il verdetto di Sluurpy
Entro al Vecchio Maneggio e il naso riceve subito il benvenuto: legno ardente, grasso che sfrigola, sentore di campagna casertana. Siamo sulla Domiziana, non esattamente una passeggiata romantica, eppure questo posto funziona. La carne e' il punto fermo, guidata da mani che conoscono il fuoco. L'ambiente estivo sotto gli alberi ha un fascino rustico genuino; l'inverno con il camino interno non e' da meno. Qualche numero sul conto puo' sorprendere, ma la sostanza nel piatto c'e' tutta.

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