Punti di forza
- La pappa al pomodoro con frutti di mare rivela una cucina capace di rileggere i classici toscani con personalita'
- La cheesecake al caramello salato e il tiramisu' confermano una pasticceria di livello superiore alla media dell'offerta pisana
- La cantina e' ben fornita e il personale di sala sa consigliare l'abbinamento senza sovrastare il cliente
- Le porzioni sono generose senza scadere nell'abbondanza grossolana, il che a marzo, con l'appetito ancora invernale, e' apprezzabile
- L'accessibilita' totale per sedie a rotelle e la disponibilita' di seggioloni rendono la sala accogliente per una clientela eterogenea
Da migliorare
- La carbonara e' uscita con pancetta anziche' guanciale come indicato in menu': un errore di esecuzione che tradisce la fiducia del cliente sulla precisione degli ingredienti
- L'acustica della sala assorbe male il brusio serale, rendendo la conversazione faticosa nei momenti di piena occupazione
- La collocazione all'interno dell'hotel crea una promiscuita' di flussi tra ospiti della struttura e clientela esterna che si avverte nell'atmosfera
- Il parcheggio, nonostante sia indicato come ampio, risulta di difficile individuazione al primo accesso senza indicazioni preliminari
Il verdetto di Sluurpy
Confesso che sono arrivato a I Paccheri in un pomeriggio di marzo, con quella luce bassa tipica della primavera pisana che non ha ancora deciso se scaldarsi. Mi aspettavo il solito ristorante d'albergo, quel posto dove la cucina e' sempre un compromesso tra comodita' e ambizione. Invece ho trovato una proposta mediterranea che lavora sulle stagionalita': il carciofo nel cacio e pepe, il bollito di mare che ancora rimanda all'inverno. Il servizio e' attento senza essere soffocante. Resta la stonatura della carbonara imprecisa, che in un locale con queste pretese non si puo' giustificare.

