Rifugio Casati a Valfurva: leggi le recensioni

Leggi le ultime recensioni riguardanti Rifugio Casati (Valfurva). Sluurpy aggrega i voti,valutazioni e recensioni dei principali siti di ranking per fornire ai suoi utenti la migliore panoramica dei ristoranti di loro interesse.

Visitatore1/5
10/09/2020
Probabilmente l'unico motivo per cui un rifugio, con una accoglienza così pessima e un servizio così misero, non sia ancora fallito, è la location da perdere il fiato. Ci siamo recati in questo rifugio con amici e un cane. Dopo ripetuti contatti telefonici ci è stato garantito che il cane poteva accedere al rifugio, ma non alla stanza. Arrivati al rifugio si viene a scoprire che il cane può stare solo in una anticamera, al freddo, senza disponibilità di coperte. La motivazione sarebbe che i cani puzzano e perdono pelo. Lo stesso si può dire del 99% delle persone che giungono a un rifugio dopo 3 ore di cammino immagino... La cena è stata a dir poco penosa, la scelta era tra un piatto di pasta insipido con un mestolo di passata di pomodoro e un minestrone. Come secondo polenta insapore, accompagnata da spezzatino direttamente da una latta o un pezzo di formaggio (non fuso, certi lussi non sono possibili). Le camere si possono salvare, anche se i letti sono stretti e dell'anteguerra. I bagni sono invece assolutamente insufficienti: una turca per sesso, ma solo al piano delle stanze, dato che al piano terra sono a pagamento. Con la colazione si tocca il fondo: caffè solubile (nonostante ci sia una macchina da caffè professionale), latte in polvere e una fetta di pane raffermo con del burro e marmellata. Se qualcuno volesse una torta disponibile, con sovrapprezzo. Tutto questo si conclude con ben 79€ a testa per il soggiorno + cena + colazione, corredato di una lunga lista di extra (neanche l'acqua è compresa). La beffa arriva quando ci vengono anche addebitati 10€ per la sanificazione della coperta utilizzata per il cane. La nostra colpa aver preferito coprire un cane tremante al gelo, piuttosto che farlo semplicemente morire di freddo. Da precisare è come solo tale coperta, a detta della gestrice, verrà sanificata, e non tutte quelle del rifugio, come assolutamente indicato dalle attuali norme per il contrasto del SARS-CoV-2. In generale le norme igieniche non sono assolutamente mantenute. Concludo confidando che il CAI di Milano proprietario del rifugio, cambi al più presto gestione dello stesso, poiché una location così splendida non potrebbe e non dovrebbe essere rovinata da un personale così sgarbato ed ostile.
Visitatore1/5
10/09/2020
Quando uno prenota in un rifugio quello che si aspetta è di trovare un posto accogliente, caloroso, famigliare ecco questo purtroppo è l’opposto di quello che abbiamo trovato al Rifugio Casati, un rifugio in cui l’accoglienza e il buon senso mancano completamente, un rifugio nel quale se chiami per chiedere se accettano i cani pur di farti prenotare ti dicono di sì purché non salgano in camera mentre quando arrivi ti dicono che il cane non può entrare nella parte riscaldata al piano di sotto (e non nelle camere) ma deve rimanere nella stanzetta fredda all’ingresso dove dovrà passare anche tutta la notte al freddo gelido dei 3300 m di quota e quando chiedi spiegazioni sul perché non possa entrare nella stanza riscaldata ti rispondono “perché il cane puzza e perde pelo” come se noi tutti dopo 3 ore di cammino profumassimo di rose e a proposito se volete fare una doccia il suo costo è di 6,5€... un rifugio nel quale quando metti una coperta sopra al cane che trovi all’una di notte che sta tremando e sta male dal freddo quando torni giù alle 3 di notte ti ritrovi tirata via dal cane e portata via salvo poi sentirti dire dai gestori che devi pagare 10€ in più al già più che esagerato conto per la santificazione della coperta, come se in tempo di Covid l’unica santificazione Da fare è quella sulla coperta del cane... un rifugio in cui il bagno al piano di sotto è a pagamento (1€) e al piano superiore c’è un unico bagno per tutte le stanze del piano (e il rifugio ha una capienza di 180 posti), un rifugio in cui un ora di Wi-Fi costa 3€ e una lattina di Coca Cola 4,5€ e hanno la teleferica che arriva direttamente al rifugio con la strada percorribile in jeep che porta fino alla teleferica... un rifugio in cui paghi 79€ per pernotto con cena (una pasta al pomodoro e una polenta con un pezzo di formaggio che non è neanche fuso ma solo appoggiato affianco) e colazione Che definire minima è fare un complimento. Un rifugio del genere non merita di essere neanche preso in considerazione per passare una bella serata con gli amici. Un rifugio così non è un rifugio.
Visitatore1/5
06/09/2020
Accoglienza pari a zero, hanno tentato di farci pagare due volte l’acconto per il pernottamento. Cena fredda è davvero misera, senza parlare della colazione confezionata e irrisoria. Accettano i cani solo se rimangono fuori.
Visitatore5/5
26/08/2020
Storico rifugio al confine fra Lombardia e Alto Adige. Vista mozzafiato sul grande ghiacciaio dei Forni, con la cima Cevedale da un lato e il Gran Zebru’ dall’altra. Ottima accoglienza da parte dei rifugisti, sempre gentili e disponibili. Dolci fatti in casa buonissimi.
Visitatore4/5
20/08/2020
Abbiamo ricevuto un’ottima accoglienza, personale gentilissimo. Ci ha salvato la gita visto che abbiamo avuto un mega imprevisto (si sono rotti gli scarponi) e ci hanno dato una mano a sistemare la situazione e farci continuare senza intoppi. Posto semplice come ci aspettavamo data la quota, ma tutto pulito e ordinato. Cena e colazione buone senza grandi pretese. Alla prossima!
Visitatore3/5
16/08/2020
Luogo sempre splendido, con una vista unica sul ghiacciaio e perfetto per una sosta. Personale gentile e alla mano, questa volta mi fermo solo per una radler: purtroppo, finita la lemon soda in bottiglia, prendo due medie e una lattina...4.50€ anche a 3000 metri con teleferica sono un po’ spropositati...
Visitatore1/5
14/07/2020
Siamo arrivati sabato 11 dopo aver preso acqua e neve, avevano fretta di chiudere la cucina... cena abbastanza fredda. La colazione scarsa, due biscotti e 2 marmellate e ciglegina sulla torta ho chiesto del the da mettere nella borraccia hanno preso le rimanenze delle caraffe degli altri clienti e l’hanno riempita COSTO 4€ assurdo mai visto in altri rifugi. Camere con coperte vecchie e poco confortevoli. Non vale quello che ho speso 75€
Visitatore1/5
06/07/2020
Salito il week 4/5 luglio 2020. Sul regolamento appeso all'ingresso c'è scritto che in caso di problemi bisogna rivolgersi ai gestori e non lasciare recensioni o post negativi.....bene......abbiamo chiesto 3 volte che ci venisse lasciata la colazione sul tavolo (anche senza thè e bevande solo qualche biscotto e marmellata) e non c'è stato nulla da fare; colazione dalle sei in avanti....cosa mai vista in nessun altro rifugio. Sala da pranzo fredda, camere fredde e umide con coperte che han fatto le due guerre mondiali.......e non ci sono scuse per altezza/luogo isolato visto che hanno la teleferica a pochi metri........a Capanna Margherita (4554 m s.l.m.) servizio nettamente superiore. Unica nota positiva ambiente e vista spaziali e norme anti-covid rispettate maniacalmente.
Adriana C5/5
15/10/2019
Bellissimo rifugio stupenda posizione gestori disponibili per ogni delucidazione ottima cucina e ottimo rapporto qualità prezzo
Matteo P1/5
15/10/2019
Non so dove siano state tutte le persone che hanno dato voti positivi a questo rifugio. l'UNICA cosa veramente bella qui è soltanto il PANORAMA. Partendo dal presupposto che essendo un RIFUGIO e non un HOTEL non ci si aspettano tutte le comodità del mondo, però nemmeno a questo livello!! Per due lattine di coca cola spendere 9€ mi sembra un po eccessivo, visto che il rifugio viene rifornito tramite una teleferica e prima ci si arriva con la jeep. Alcune recensioni parlano di cena valtellinese. Beh forse non so se siano mai stati in valtellina... (Con la mezza pensione cena con pasta al pomodoro e due pezzetti di spezzatino con polenta). Colazione con 4 biscotti frollini, due marmellate, burro e pane. La cioccolata non viene servita non so per quale motivo, forse costa troppo? bah... Appena entrati la prima cosa che si sente è solo una grande puzza di cacca che esce dai bagni all'ingresso (che costano 1 euro). Camere gelide e piene di spifferi, coperte sporchissime e impolverate. Un bagno per uomini e uno per donne per piano (non so quante persone ci siano a piano, ma penso più di 20). Gestori che forse non sanno bene cosa vuol dire gestire un rifugio, visto gli atteggiamenti verso gli escursionisti. Non si effettuano colazioni prima delle 6, nemmeno se glielo si chiede, cosa MAI VISTA in un rifugio a quella quota. Forse in questi casi il CAI dovrebbe fare qualcosa, altrimenti le persone non tornano più
Ivano R3/5
11/09/2019
Non mi aspettavo di arrivare al Grand Hotel ...ma un po' di caldo in camera e acqua calda, sì. Per il resto va bene. Cibo buono. Caruccio ma considerando i costi di gestione ci sta. Comunque lo scenario vale un po' di sofferenza.
Visitatore3/5
22/08/2019
Saliti anche quest'anno con il nuovo sentiero (fra l'altro molto bello e decisamente migliore rispetto al 'vecchio', quindi bravi tutti). Spettacolo unico perchè aveva appena nevicato, il ghiacciaio era di un bianco abbagliante, quindi molto bello. Peccato la solita accoglienza, un po' freddina... ma pazienza.
Paolo M5/5
06/08/2019
Rifugio d'alta montagna (3269 m) situato al passo del Cevedale offre panorami imponenti e maestosi. A gestione famigliare, pulitissimo, ottimamente organizzato anche con noleggio di attrezzatura e magistralmente gestito con cordialità e competenza. La cucina tipica Italiana e Valtellinese offre piatti buoni ed abbondanti, la colazione è molto varia e ricchissima. Le indicazioni per le ascensioni fornite dai gestori sono chiare, precise ed inequivocabili.
Visitatore5/5
04/08/2019
Terza tappa: Rifugio Pizzini – Rifugio Casati Seguendo la carrareccia si arriva alla teleferica, si attraversa un ponticello e da qui si prosegue sulla nuova via di risalita, recentemente aperta, che percorre l’itinerario invernale e si prosegue mantenendo la destra su recenti morene tra il ramo settentrionale della Vedretta del Pasquale e la costiera rocciosa che discende dal Passo del Cevedale. Si sale con comodi tornanti il vallone (qui l’8 giugno 1917 si schiantò un Fokker austriaco colpito dalla mitragliatrice di Capanna Cedeh). Il nuovo sentiero, più comodo e tranquillo del vecchio, sbuca a 3000 m ca sulla cresta e si unisce al vecchio percorso, tratto migliorato dalla presenza di nuovi gradini in legno massiccio ed una catena in un punto delicato. Poco sotto il passo si cominciano a vedere i resti di reticolati e di trincee della prima linea austriaca. Varcato il passo pochi metri sotto si trova il rifugio Casati. È posto in un luogo panoramico la cui vista fa in breve dimenticare la fatica della salita, vicino ai pali della luce c’è la “rosa dei venti”, voluta e posta da Renato, custode del rifugio, che permette di individuare le cime a 360° che ci circondano riportando il nome la quota e la distanza chilometrica. Rifugio d’alta quota ma non meno interessante per trattamento, accoglienza, disponibilità. Qui dove sorge l’attuale rifugio durante le “Guerra Bianca” sorgeva l’avamposto austriaco e tuttora dopo 100 anni si possono ammirare i resti trincee reticolati e casermette. Partendo dal rifugio si possono percorrere due “Itinerari della Memoria”: Cima Solda 3376 m; facile percorso escursionistico (che non bisogna perdere se si è arrivati fin quassù). Si percorre la linea del fronte con innumerevoli resti, tra cui il cavo telefonico che sporge a tratti dal terreno e ha un diametro di circa 2 cm, catramato e avvolto da una spirale metallica. Dalla vetta un ampio panorama a 360° sul Gran Zebrù, l’Ortles, le valli di Solda e Martello attorniate dalle cime altoatesine, la vedretta del Cevedale nonché alcune delle famose tredici cime e la sottostante val Cedec. Cima Tre Cannoni 3310 m: traversata su ghiacciaio, benché pianeggiante non è da sottovalutare, l’insidia crepacci è sempre presente. Prima di percorrerla accertarsi delle condizioni del percorso chiedendo al gestore, percorrere il tragitto opportunamente attrezzati senza uscire dal tracciato, evitare di percorrerlo in condizioni meteo sfavorevoli o con minaccia di perturbazioni imminenti. I tre cannoni italiani da 149 mm, bottino di guerra della “Battaglia di Caporetto”, del peso complessivo di 3.306 chili con otturatore, furono trasportati dalla val Martello all’attuale posizione sul Langen Ferner da 150 prigionieri russi tra la primavera e l’estate del 1918, sono stati rimessi in piedi nella loro posizione originale, in occasione del centenario della fine del conflitto.
Visitatore5/5
01/08/2019
Considerato che il rifugio si trova ad una quota considerevole e che i prezzi sono esposti su un tariffario imposto dalla sede centrale del Club Alpino Italiano nulla da eccepire! Ci siamo trovati benissimo, accolti con entusiasmo e trattati e serviti come se fossimo ospiti speciali. Abbiamo letto una critica sul fatto che gli escursionisti in transito che non consumano devono pagare per usufruire dei servizi igienici...secondo noi è giusto: anche nelle metropolitane cittadine ciò avviene e nei bar è obbligatoria la consumazione! Il panorama che si gode da quassù riempie gli occhi e l'anima.
Adriana C5/5
01/08/2019
Posto incantevole gestori simpaticissimi disponibili mangiare ottimo e abbondante chi si lamenta non è un un'amante della vita da rifugio perché bisogna ricordare che siamo a 3264 metri.....appunto a un passo dal cielo!😉
Visitatore1/5
14/07/2019
70 euro a persona per una camerata da 6, totale 420 euro a notte, un po’ come a porto cervo in hotel di lusso. Camera distrutta, freddo pazzesco alla notte, 13 gradi in camera,acqua fredda, per una doccia calda paghi 6,50 euro a persona. La struttura è di facilissimo rifornimento tramite una teleferica, dunque niente racconti o favole su super costi di gestione. Letti sporchissimi e fatiscenti almeno di 25 anni di vita. Polvere che cadeva come forfora ad ogni spostamento di quello sopra. Riposare è impossibile. Ognuno di noi nel proprio lavoro cerca di mantenere un minimo di decoro, qui non sanno cosa sia. Dimenticavo bagno comune zona stanze in condizioni terribili, odore da vomito. Bagno al primo piano, costo 1 euro!!!!! Complimenti, meno male che la natura intorno e da 10 e lode 🤷🏻‍♂️
Visitatore5/5
15/09/2018
Sabato 15 settembre son partito dal parcheggio del rifugio forni ben prima dell'alba e mi ha aiutato la frontale per la prima oretta di cammino. Questo per dire che ho goduto immensamente appena fatto capolino dall'ultima bocchetta che libera lo sguardo sulla vedretta del ghiacciaio del Cevedale (spero di non aver detto castronate)!!! Il paesaggio è sublime e rischia di fare perdere i sensi dalle intense emozioni che regala. Il rifugio è un vero ed autentico rifugio di Alta Montagna. Non aspettatevi un albergo, per quello Riccione è piena. Qui si vive la Storia, orribile della Guerra Bianca, affascinante dell'alpinismo mondiale. La mamma di Stefano è squisita, disponibile con la quale si potrebbero trascorrere ore a parlare di montagna e farsi raccontare la vita del rifugista. Lo consiglio vivamente, così si potranno conoscere le dure difficoltà di ogni giorno. Un luogo incantevole...bravi
Visitatore4/5
15/09/2018
Abbiamo passato al rifugio la notte del 13 agosto. Il posto è molto bello, sui ghiacciai e quando il cielo si apre il panorama è bellissimo. Rifugio ben organizzato, la sala comune riscaldata con stufe e le camere fornite di molte coperte. Il cibo è discreto e il personale gentile. Ci siamo trovati bene, teleferica o no il rifugio è a 3200 m ed i prezzi sono sicuramente allineati.
Visitatore5/5
09/09/2018
Il rifugio è un po’ trasandato all’estero ma non è sicuramente colpa del gestore ,siamo a quota 3200 qui per sei mesi l’anno è tutto ghiacciato con temperature che vanno dai -30 ai 0 d’estate. La cucina è normale con piatti tipici nella norma, Vorrei sottolineare che il bagno che costa un euro!!se sei ospite del rifugio o se consumi al bar o ristorante e gratuito. Bravi gestori gentili e premurosi. Un po’ faticoso arrivare ma ne vale proprio la pena
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