Ristorante Il Tino a Fiumicino: leggi le recensioni

Leggi le ultime recensioni riguardanti Ristorante Il Tino (Fiumicino). Sluurpy aggrega i voti,valutazioni e recensioni dei principali siti di ranking per fornire ai suoi utenti la migliore panoramica dei ristoranti di loro interesse.

Visitatore5/5
17/06/2019
Siamo stati ieri io e mio marito per il nostro anniversario, è stata una serata magnifica! Tutta per noi. Spicca la gentilezza, la cordialità e la bravura delle ragazze in sala nell'accoglierci e nello spiegarci i piatti. Abbiamo optato per il menù degustazione da 7 portate (con in più un benvenuto con dei finger food offerti). Un viaggio tra mille sapori diversi e ben distinti. Fenomenali i bottoncini ai gamberi rosa e zafferano. Una cena dal carattere vivace con gusti definiti e particolari. Nei piatti non c'era solo l'Italia! Siamo approdati anche in Giappone! Grazie!
Visitatore5/5
01/05/2019
Quando si dice ristorante stellato! Siamo stati con mia moglie per festeggiare il ns anniversario e mai scelta è stata più azzeccata. 6 portate in degustazione,che hanno soddisfatto gli occhi , ma soprattutto il palato. Sapori che ci hanno fatto passare 2 ore veramente bene. Ottimi anche i 3 vini bianchi laziali e l’ottimo Muffato Antinori abbinato ad un soufflé alla nocciola strepitoso. Piatto top il Giardino Iodato che ho avuto modo di dire allo chef Daniele Usai.
Visitatore5/5
28/04/2019
Sono stata a cena in questo ristorante che mi aveva molto incuriosita dopo aver assaggiato un piatto dello chef Usai durante la passata edizione del Taste of Rome. Il posto, per chi viene da fuori e non conosce bene la zona, non è facilmente raggiungibile ma la sua ubicazione, proprio di fronte al mare, offre certamente una vista degna di nota (immagino che al tramonto sia ancora meglio!). La sala del ristorante è arredata con gusto, in stile marinaro, con un uso del bianco e del color petrolio molto gradevole. I coperti non sono molti ed i tavoli, molto ampi, sono ben distanziati l'uno dall'altro. Ciò che mi ha colpito maggiormente è la presenza della cucina a vista, una scelta che trovo molto "coraggiosa" trattandosi di un ristorante stellato in cui i ritmi di lavoro sono serrati e c'è davvero poco spazio per gli errori della brigata. Ho scelto il menù degustazione "Traverso" composto da 6 portate scelte dal tavolo, una sorpresa dello chef e una serie di entrée denominate "coccole". Era possibile accompagnare il menù con una degustazione di vini da 4 o 6 calici ma io ho preferito scegliere un rosato terre siciliane tripla A. Le "coccole" consistevano in una bisque di gambero dal sorprendente color smeraldo dato da un'infusione di malva, un gambero con daikon, zenzero e gel di ibisco e una cialda di gambero croccante con gelatina di limone. Ottimo preludio alla cena! Tra gli antipasti ho scelto il "giardino iodato" e "mela annurca e pannocchia di mare". Il primo antipasto è senza dubbio uno dei piatti che ho preferito in tutta la cena; il sapido delle alghe, il dolce del pescato e la freschezza data dalle erbe spontanee si univano perfettamente "nuotando" in un fondo verde acceso realizzato con un'infusione di erbe aromatiche. Come primi piatti ho assaggiato i "bottoncini di gambero rosa e zafferano" e gli "agnolotti con arzilla, piselli e ricci di mare". I bottoncini, che vengono accompagnati da un brodo dashi servito a parte, sono stati il secondo picco della serata. Mi sono chiesta se lo chef avesse avuto modo di lavorare in Giappone perché questo piatto mi ha ricordato la profondità e la sapidità dei piatti della tradizione orientale. Un'esplosione di Umami incredibile, che fa quasi commuovere e che ti fa desiderare che il piatto non finisca mai. Le papille gustative ringraziano! Mentre il carico di carboidrati era ancora in viaggio verso lo stomaco, ecco che è arrivata la sorpresa dello chef; uno spaghetto aglio, olio e bottarga di triglia (auto prodotta) che ci ha egregiamente accompagnati verso i secondi. A questo punto della cena devo ammettere di essermi sentita un po' piena e di aver pensato di aver esagerato a scegliere il menù 6 portate. Le porzioni del Tino sono tutt'altro che scarne, cosa sorprendente per un ristorante di questo livello; inoltre la complessità dei sapori da un senso di appagamento così marcato che verrebbe quasi da dire "io mi fermo qui". Nel momento in cui arrivano i secondi però, la voglia di assaggiarli prende il sopravvento. Ho ordinato la "triglia con guanciale, sedano rapa, melograno e annatto" e il "km di castelfusano: ricciola e cinghiale". La triglia era sapida, scioglievole al palato; un piatto "semplice" ma ben pensato. La ricciola e cinghiale è un viaggio in un piatto: si parte dal mare, con il pesce e un "gelato" di salicornia che è come una boccata di acqua salata, per arrivare al cinghiale, morbidissimo, cotto alla perfezione. Gli unici elementi nel piatto che non mi hanno molto convinta sono la terra di frutta secca (un crumble posto alla base del piatto) e il "gelato" al mirto, posizionato vicino al cinghiale. Ho trovato il crumble poco croccante e troppo frammentato mentre nel gelato non sono riuscita a cogliere i sapori che mi aspettavo di sentire (ovviamente potrebbe essere il mio palato il responsabile). A questo punto, anche se la degustazione era completa, non ho saputo resistere ed ho ordinato un dolce, il "mandarino e pepe di Sarawak". Ringrazio la mia golosità per non avermi fermata perché il dessert è stata una piacevolissima conclusione della cena; un fine pasto freschissimo e molto ben bilanciato dove il pepe da quella nota piccante che rende tutto gradevolissimo. La cena si è conclusa con una piacevole chiacchierata con lo chef, nel quale ho colto un'umiltà e una voglia di migliorarsi che trovo lodevoli. Anche il maitre e tutto il personale sono stati professionali e disponibili, rendendo la serata davvero gradevole. Il Tino è sicuramente un posto dove tornerò volentieri per seguire le evoluzioni dello cucina. Credo che lo chef Usai abbia davvero moltissimo talento e tanto ancora da sperimentare e da raccontare con i suoi piatti.
Visitatore5/5
14/04/2019
Non sono amante di piatti troppo raffinati, ma il ristorante il Tino mi ha veramente stupito per originalità inventiva ed accoppiamento ardito, ma raffinato dei sapori. Ho scelto piatti che a dir poco mi hanno lasciato veramente soddisfatto, antipasto mozzarella di bufala e calamaro alla griglia, un secondo ancora più azzardato, ricciola e cinghiale, provatelo, quello che mi ha veramente meravigliato la velocità e fantasia che hanno avuto nell' inventare piatti senza lattosio, in quanto mio figlio è intollerante, quasi erano meglio di quelli del menù tradizionale, mettiamoci un servizio impeccabile ed una gentilezza unica, lista dei vini non grandissima, ma molto ben studiata, dolci ottimi e tante piccole delizie servite fuori menù. Prezzo nella norma per locali di questa qualità Consigliatissimo
Visitatore5/5
04/04/2019
Sono venuto con la mia famiglia a festeggiare il mio compleanno. Avremmo voluto farci trasportare da uno dei menù degustazione, ma abbiamo optato per un antipasto ed un primo piatto. Devo ammettere che la cucina di Daniele Usai mi lascia sempre qualcosa di piacevole al palato. Il mix di sapori e gli accostamenti sono sempre nuovi e forse azzardati, ma allo stesso tempo lasciano in bocca sensazioni esaltanti. Complimenti allo chef ed alla sua squadra e complimenti al personale di sala, sempre rispettoso e disponibile ad esaudire i desideri del cliente. È un ristorante dove venire con la giusta curiosità di chi vuole scoprire sapori nuovi. Bravi! Continuate così!
Visitatore5/5
20/03/2019
Siamo tornati nuovamente in questo ristorante dopo la precedente esperienza più che positiva e devo dire che anche questa volta siamo usciti pienamente soddisfatti! Come sempre decidiamo di provare il menu con più portate, proprio per cercare di esplorare fino in fondo la cucina del locale. Servizio attento e gentile durante tutta la serata. Tra le portate migliori sicuramente l'antipasto con le cannocchie, il risotto allo scorfano, i bottoncini, la triglia e la ricciola abbinata al cinghiale (abbinamento tanto azzardato quanto riuscito). Alla prossima!
Visitatore5/5
12/03/2019
Innovativo e creativo il Tino è un ristorante che merita di essere visitato spesso, ogni volta che riesco a mangiarci si nota l’evoluzione dello chef e della sua brigata. I piatti selezionati dalla degustazione ci hanno impressionato sia dal punto di vista gustativo che visivo, tutto curato dai minimi dettagli. Il servizio non da meno con personale sempre attento e cortese. La location poi è molto suggestiva, sia per la vista sul fiume sia per la cucina a vetri che lascia intravedere gli chefs all’opera. Spero di avere la possibilità di ritornare al più presto.
Visitatore4/5
11/03/2019
Abbiamo festeggiato in questo ristorante il ritorno di uno dei nostri figli da un lungo soggiorno all'estero. L'impressione è stata subito ottima, così come l'accoglienza. Siamo stati subito coccolati dalle due assistenti di sala, a mio avviso assolutamente professionali (mi dispiace non conoscerne il nome). Sopra tutto comunque hanno parlato i piatti, originali con sapori definiti, creativi quanto basta. Personalmente ho mangiato dei ravioli di zucca con le sarde (10 e lode) ed il Pulled cod, fantastici filetto di baccalà accompagnato da "maionese e ketchup ", anche questo ottimo. Come scritto nel titolo certamente bisseremo.
Visitatore2/5
15/02/2019
Siamo venuti spesso in questo ristorante e dall’ultima volta qualcosa è cambiato, purtroppo in peggio. I prezzi sono lievitati, i profumi dei piatti e i sapori non sono più armoniosi al palato come una volta nonostante una lavorazione dietro che comprendiamo. E’ stata realizzata l’entrata esterna e la cucina a vista. Abbiamo scelto il menu degustazione: 6 portate con una ulteriore portata a scelta dello chef a euro 95, vino e acqua esclusi; non mi ricordo se abbiamo anche pagato il pane, come recitava il menu, poiché ho gettato lo scontrino fiscale che era di ben oltre 120 euro a persona, con una sola bottiglia di vino di circa 44 euro Le 6 portate sono a scelta dal menu servite a tutti i commensali del tavolo. Ci è stato servito: per aperitivo, un bicchiere di champagne per coccole della cucina: - tonno, cavolfiore e zenzero, ottimo - supplì di pesce, non ricordiamo quale, modesto - calamaro fritto, ottimo – croccante, ci sembra, di champagne con alici, non ci ha esaltato Ci hanno portato una foglia di limone da strofinare con le mani per il l’antipasto successivo servito nello stesso piatto, bella idea!: - pane di cachi e senape, piattino a parte - fritto di pane pampo, non abbiamo capito cosa all’interno, comunque buono - tortino salato di cachi con pannocchie di mare crude leggermente scottate con brunoise (salsina) di senape, buono ma non ci ha entusiasmato - insalata di pannocchie di mare crude leggermente scottate con marmellata di cachi, insalatina e vinaigrette (brodetto) di pannocchie, fresco e buono, ma non ci ha fatto fare oh! Continuiamo con un altro antipasto scelto da noi, scarola, mozzarella di bufala stracciata e totano su un fondo di totano con un tortino a mattonella indefinito, piatto ben impiattato ma con i sapori slegati, nessuna esplosione, è stato solo assemblato! Per primi piatti: - spaghetti alla bottarga di aguglia imperiale, come piatto scelto dallo chef, ottimi ma mancava una spinta in più per renderli eccellenti - tortelli di zucca con pezzetti di sarde, finiti a parte con una colatura di alici a gocce, eccellenti non ci ricordiamo se la ciotolina di gin tonic ci è stata servita tra il precedente primo piatto o il successivo, comunque, a nostro parere, non c’entrava nulla - linguine alla cedrina con lupini di mare, cuori di pollo, e, ci sembra, gocce di champagne, un’esplosione di acidità, non ci è piaciuto triglia con melograno su un letto che non ricordiamo cosa fosse, bocciato! insapore, e dire che la triglia ha un sapore forte ed il pesce che preferisco di più Per pre dessert un cramble di rapa rossa e sedano rapa, perché ? terrina al cacao, cremoso al caffè e croccante al demerara, bocciata, talmente dura che è ritornata indietro per essere immangiabile; nessuno ci ha chiesto il motivo e nessuno si è scusato. Abbiamo notato che si mira sempre più all’estetica, alla presentazione, all’impiattamento e molto meno ai sapori nel piatto. Si gioca con accostamenti pazzeschi da cucina francese ma che cucina francese, non è nouvelle cuisine, o si torna indietro all’Italia o si va avanti come si deve, o si fonde in meglio i due paesi. Prezzi troppo elevati per quello che ci hanno offerto. Sommelier inadeguato, servizio non all'altezza nonostante il locale non pieno. Ci dispiace veramente, era un nostro punto di riferimento, ma nonostante ciò abbiamo lasciato ugualmente la mancia, anche se non volevamo farlo, siamo signori!!!! Non basta una location pazzesca se si vuole conservare la stella michelin
Visitatore1/5
23/12/2018
I piatti che propone si rivelano stomachevoli a prescindere dal gusto personale. Purtroppo doveva essere un'occasione speciale ma il servizio imbarazzato e confuso ed il sommelier inesistente non hanno giustificano il conto salato.
Visitatore5/5
19/11/2018
Finalmente siamo tornati al tino!.....questa volta nella nuova location! È passato un po’ di tempo ma la mano dello chef e la sua immaginazione di viaggio culinario sono sempre un esperienza indimenticabile.... La location è molto bella, elegante e senza fronzoli, il personale attentissimo e preparato. Una coccola dall inizio alla fine della cena. Grazie come sempre