Punti di forza
- Cucina umbra autentica con materie prime locali: cinghiale, maiale brado, tartufo, pecorino del territorio
- Le carni alla brace e l'arrosto cotto sul fuoco sono preparati con maestria antica
- I tagliolini al tartufo hanno un profumo che riempie la sala prima ancora di arrivare al tavolo
- Rapporto qualita'-prezzo eccellente per il livello della proposta gastronomica
- La zuppa inglese chiude il pasto con dolcezza tradizionale e porzioni generose
Da migliorare
- Chiuso il lunedi', un classico della ristorazione ma fastidioso per chi programma un weekend lungo
- Mancano informazioni dettagliate su servizi, accessibilita' e ambiente
- Il menu' e' ampio ma molto concentrato sulla tradizione, chi cerca innovazione resta deluso
Il verdetto di Sluurpy
Ad Amelia il tempo si e' fermato in cucina, e per una volta e' un complimento. C'era una volta in Amelia e' il ristorante che ti riconcilia con la cucina umbra nella sua forma piu' pura. Le fettuccine al ragu' di cinghiale in bianco sono un capolavoro di semplicita': la carne si disfa al primo tocco di forchetta, il sapore e' pieno e rotondo. La carbonara e' quella vera, con guanciale di suino umbro che scrocchia e pecorino che lega tutto. Ma e' alla brace che questo posto da' il meglio: la costata di vitello e' cotta con il rispetto che la fiamma merita, la grigliata mista di maiale brado e' una processione di sapori che parte forte e non molla fino all'ultimo boccone. La cicoria ripassata e le patate al forno completano il quadro con la semplicita' dei contorni di una volta. E quando arriva la zuppa inglese, capisci che qui non si scherza nemmeno con i dolci. Per venti-trenta euro, in Umbria, e' un affare serio.

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