Antica Osteria Dei Cameli a Ambivere: leggi le recensioni

Leggi le ultime recensioni riguardanti Antica Osteria Dei Cameli (Ambivere). Sluurpy aggrega i voti,valutazioni e recensioni dei principali siti di ranking per fornire ai suoi utenti la migliore panoramica dei ristoranti di loro interesse.

Carlo M4/5
12/03/2019
Ambiente molto curato con una sala "cinquecentesca" e un'altra modernizzata. Ci si sente subito a proprio agio con il titolare che da consigli e spiegazioni su ogni cosa. Le paste di livello eccellente sia i ravioli ripieni di verza che i gnocchetti di patate che soprattutto i casoncelli:favolosi!!! I secondi piatti di ottimo livello soprattutto il fegato pregiato d'anatra così pure come i dolci.Lista vini ben fornita ma ricarichi un po' elevati, personale molto discreto e attento.
Visitatore5/5
20/02/2019
Ne abbiamo sempre sentito parlare eravamo in zona e ci siamo fermati . Ottima accoglienza ,antipasti e primi di ottimo livello ,vino a bicchiere di buona qualità ,e per chiudere in bellezza un buon dolce .che dire ci ritorneremo .
Visitatore5/5
30/09/2018
Abbiamo cenato in questo ristorante tempo fa, ma non posso esimermi da una recensione col massimo dei voti. Accoglienza cordiale, ambiente raffinato e tranquillo, carta dei vini ricca e selezionata, cibo squisito. Non pensate di spendere poco, ma ne vale la pena!
Visitatore4/5
28/08/2018
Locale con non molti coperti ma molto attento nella cura dei dettagli sia per la Location che per la presentazione e qualità dei piatti, Piatti presentati nei minimi particolari dal sig. Camillo ci ha permesso di capire tanti piccoli segreti, dall'antipasto al caffè con lo zucchero di fiori di cocco. Se dobbiamo trovare un neo è sicuramente il costo ma ogni stella ha il suo prezzo !!
marco c5/5
11/07/2018
"Le stelle sono tante milioni di milioni: La stella di Negroni vuol dire qualità". La canzoncina ci spediva a letto dopo il carosello: pubblicizzava salami e cotechini, di qualità chiaramente, così come di qualità è la stella nella quale mi sono imbattuto in un caldo mezzogiorno di luglio. Parto verso Ambivere, minuscola località nella bergamasca, ci arrivo verso l'una, orario perfetto per pranzare, tanto l'appuntamento l'ho alle quattordici, meno un quarto. Quarantacinque minuti di rilassatezza. Vedo l'insegna del Burger King, quasi quasi mi ci ficco, una volta al mese ci sta, senza inutili sensi di colpa salutisti. Ci ripenso, ma no, voglio un posto più calmo, vado dove sono andato un mese fa con il collega Andrea, bello ma non troppo, paga l'azienda, meglio non esagerare. Lo cerco su Internet, lo trovo, o almeno mi sembra lui, "Antica Osteria dei Cameli", si, si, dalla fotina sembra proprio lui. Giro di qui, giro di là, parcheggio, sembrava lui, ora un po' meno, ma alla fine un posto vale l'altro quando si ha fame. Cerco l'ingresso e intanto arriva una Porsche, lunghissima e tutta dorata, ne scende un ometto che, con sicurezza, si dirige verso una porticina e suona. Lo rincorro e credendolo il proprietario chiedo: "l'ingresso scusi?", quello mi squadra e un po' altezzosamente mi risponde: "ma è questo!". Mi accodo al finto oste, ma nell'entrare, con la coda dell'occhio, faccio in tempo a vedere una preziosa targhetta con riportato il disegno di una stella e sotto la scritta michelin. Troppo tardi, la porta si richiude dietro di me. Sono fregato. Una cameriera, che sicuramente in una stella michelin si chiamerà in qualche modo francese, mi si avvicina e mi da il benvenuto. È bella, con un importante seno castigato in una seriosa divisa, ma io non sono per nulla interessato alla femminile visione, la testa è da un'altra parte. Una stella michelin, questa volta l'ho combinata proprio bella. La "chef de rang", forse si chiama così, mi introduce in una ovattata sala, tutta di colori cremosi, con le sedie vestite e le tovaglie di fiandra. Pochi posti, un tavolo occupato da una anziana coppia e un altro dal signore che credevo il proprietario. Lui, tranquillo, sfoglia un giornale e sembra a suo agio come io al Cima 11, noto locale sondriese senza tante pretese. La Porsche dorata ti da un sacco di sicurezza, ne sono certo. La "chef de rang", porgendomi la carta, mi spiega che volendo c'è il menù lavoro. Rimango solo con l'elegante libretto e incomincio l'esplorazione; meno di 30 euro non trovo nulla, niente tra i primi, men che meno tra i secondi, niente che mi possa salvare, che ne so una pasta al pomodoro, col pachino fresco. Niente. Alzarmi e uscire? Che figura, dare soddisfazione al tizio in Porsche che, essendo uomo di mondo, aveva sicuramente intuito il mio tragico errore? Manco morto. Scelgo una pasta fresca con crema di piselli e burrata che, visto il prezzo, immagino arrivi direttamente dalla Puglia con un calessino trainato da cavalli. Ordino la prelibatezza alla ragazza, che intanto mi versa l'acqua non lasciandomi la bottiglia. Orrore, il bicchiere si trasforma subito in quelle preziose borracce che si contendevano assetati cow boy nei film western della mia infanzia. E se finisco l'acqua e ho sete che si fa? Improvviserò. Mi portano un piatto, grandissimo con in mezzo un cucchiaio di una cosa che sembra farro e altra roba colorata, ascolto una puntigliosa descrizione pensando che 30 euro per una cucchiaiata di cibo è veramente troppo. Solo dopo capisco che il piattone era offerto dalla casa, assieme ad una focaccina lievitata naturalmente e, devo dire, ottima. Ingurgito la cucchiaiata e finisco l'acqua. Smarrimento, chissà se il cattolico monito "dar da bere agli assetati" è in voga anche alla "Antica Osteria dei Cameli". L'acqua arriva, ma il mio piatto, quello ordinato , si fa desiderare. Intanto compare in sala il proprietario, quello vero, si atteggia da maitre, però si capisce che è il proprietario. Mi chiede se confermo che non voglio vino, vorrei rispondergli che paga l'azienda e che non vorrei gravare sul bilancio del gruppo bancario. Mi limito ad un poco convinto "devo guidare". Intanto le quattordici meno un quarto si avvicinano paurosamente. Forse notando la mia impazienza, mi viene dato un aggiornamento sull'andamento della cottura della mia pasta: " ci siamo quasi con la preparazione del suo piatto, il punto di cottura è quasi raggiunto", mi apostrofa il signore, versandomi ancora della preziosa acqua. Chiamo le persone con cui avevo appuntamento, spiego che il traffico sulla Lecco - Bergamo era di una certa importanza e continuo ad aspettare. In lontananza lo vedo arrivare, il mio piatto, che mi viene consegnato con solennità, non senza una minuziosa descrizione. Nessun cenno al calesse, sicuramente una dimenticanza. Mi tocca scegliere pure il pane, da un cestone di vimini mi offrono pani di tutti colori; ne scelgo uno verde. Non posso scegliere invece di ascoltarne la descrizione. Memorizzo solo pesto. Capisco il verde. Mi avvento sulla pietanza, un po' per fretta e un po' per fame, ormai il "meno un quarto" è un lontano ricordo. Qui devo dire che la stella del gommista francese è uscita in tutto il suo splendore, veramente meraviglioso il piatto, così come dico al signore/proprietario che me lo chiede almeno un paio di volte. Eccomi al caffè, lo chiedo e mi sento rispondere con tutto un discorso tale che alla fine mi son chiesto se avessero capito che volevo un caffè, espresso possibilmente. L'avevano capito, arabica servita in una tazzina e piattino che sembravano disegnati al momento da Stark. Faccio per bere e un "noooo, le consiglio di assaggiare prima le paste che le sto per portare così poi l'aroma le rimane lungo tutto il pomeriggio" mi freezza, come si dice oggi e mi costringe ad eseguire il tutto nella corretta sequenza cronologica. Paste, caffè e corsa verso la cassa per il conto. Ma anche qui non è così facile, devo dimostrare di avere apprezzato il tutto e io lo faccio, facendo anche la parte del rammaricato per il poco tempo che ho avuto. "Mi sono accorto che era di fretta signore", mi consola l'arguto gestore e aprendomi la porta chiusa a chiave mi libera. Libero. Guardo il conto: 30 eurini per il primo, cinque per i due bicchieri di acqua e quattro per il caffè. Beh erano comprese anche le royalties di Stark. Le stelle sono tante milioni di milioni ...
Visitatore3/5
23/06/2018
Ritornati dopo parecchi anni nulla è cambiato. Buona accoglienza e servizio. La cucina e i piatti, visto che il ristorante gode ancora della stella Michelin, avrebbero bisogno di un restyling per essere al passo con i tempi.
Visitatore5/5
04/06/2018
Semplicemente, l'ospitalità lombarda al suo meglio. Servizio assolutamente impeccabile, ambiente elegante e discreto. Cucina non fatta per guide e fotografie, ma per gli ospiti: nessun volo pindarico nè giullarismo, "solamente" cucina di alto livello fatta di preparazioni leggere, basate su materie prime eccellenti. Un ristorante come ce ne sono pochi. L'offerta del business lunch è ottima.
Visitatore3/5
03/06/2018
Bellissimo ristorante, locali caldi ed antichi, servizio ottimo e personale preparato ed attento, e cantina che merita da sola una stellina del voto complessivo. La parte meno esaltante ahimè è la cucina, buona, molto, ma assolutamente lontana dal livello di qualità e ricercatezza dei materiali e delle preparazioni che richiede la stella Michelin. Se non avesse quest’ultima avrei dato certamente 4 stelle, ma purtroppo si sa, i titoli e gli onori creano aspettative che purtroppo condizionano il giudizio complessivo finale!
Visitatore5/5
22/05/2018
Siamo stati in questo caratteristico ristorante per festeggiare la comunione della nostra nipotina Vesper , servizio impeccabile ,cibo ottimo e ottima presentazione ,ambiente molto curato e tranquillo . Non vedo l'ora di ritornare !! Lo consiglio a tutti . Gabriella e Lucio i nonni paterni
FRANCO L5/5
02/05/2018
Eccomi ancora in questo splendido locale, partecipando alla bella iniziative "in gruppo". Posto molto curato, bella apparecchiatura della tavola, grande cortesia nel servizio, con la siegazione puntuale e precisa di cosa viene servito. Piatti sempre eccellenti! Curati nella materia prima e nella cottura, ma anche nella bella presentazione. Tante cure nel soddisfare ogni esigenza, si merita, e alla grande, la famosa "Stella". Da consigliare e da ritornarci, ne vale veramente la pena.
Visitatore5/5
29/04/2018
Sono stata in questo ristorante con la formula Ingruppo. Location molto carina in un luogo tranquillo. Cibo ottimo con bella presentazione, soprattutto una spiegazione attenta di ciò che veniva servito. Il Sig. Camillo molto gentile e disponibile. Consigliatissimo!
Visitatore5/5
11/04/2018
invitato da amici, ho varcato la soglia del campanello(suonare delicatamente)..e devo dire che le mie aspettative non sono state deluse...............ottimo l'ambiente curato come di dovere ....ottima l'accoglienza ....ottimo il cibo....direi un locale da cerchiolino rosso.........merita veramente.........grazie e alla prossima........Jimmy
Visitatore3/5
06/04/2018
Cena con formula ‘Ingruppo’ dell’ anno scorso: è possibile, in un ristorante stellato, vedersi servire un filetto di branzino da ‘Vaschetta Esselunga’, con tanto di spine?!? Occasione persa dal ristorante per dimostrare la qualità da Stella Michelin. Non ci torno.
Visitatore1/5
18/03/2018
La ambientazione in una storica corte, che non è poi così bella come viene descritta, lascia trasparire una impostazione di tipo classico del ristorante e della cucina. Per questo motivo personalmente non avrei mai scelto codesto ristorante per una cena: il mio presentimento era quello di non rimanere stupito, e vedendo le foto degli utenti di TripAdvisor la mia impressione veniva confermata, essendo abituato a ben altro genere di proposte stellate. Ci sono stato perché invitato. L’arte oratoria, i formalismi e la conoscenza della materia gastronomica da parte del maître che sconfina nel salutistico non sopperiscono a dei piatti che si rivelano troppo semplici, privi di colore e di slanci di gusto. Ingiustificata la stella Michelin a mio parere: ci sono ristoranti nella bergamasca più meritevoli di questo riconoscimento che offrono maggiore qualità e quantità, unite a tecnica ed idee più contemporanee. La piccola pasticceria viene servita senza dare la possibilità agli avventori di assaggiare tutto: un pezzo per tipo anziché due pezzi...ed è una grave mancanza, questa volta nel servizio. 3 fettine di salmone leggermente affumicato con finocchio, una mezza porzione di pasta e fagioli con mazzancolle, poco rivisitata, e uno spiedino di patate con tagliata di manzo è tutto ciò che mi è stato servito per scelta della cucina, per un valore di 80 euro, escluso il bere. Per concludere la proposta una crema di cioccolato, come da foto, che non riesco nemmeno a valutare come piatto. Anche la digestione, purtroppo, non è andata bene. Da dimenticare e da evitare.
Visitatore4/5
04/03/2018
Sono stata in questo ristorante ieri sera con amici. Non avevo letto recensioni e non avevo particolari aspettative. Sono rimasta piacevolmente sorpresa. Tutto molto buono e carina la possibilità di poter avere degli assaggi (che poi non sono tanto assaggi ma quasi porzioni normali. Molto buoni i casoncelli e la pizza fritta. X il bere ci siamo fatti consigliare ed in effetti i vini consigliati erano molto buoni ( attenzione però una delle due bottiglie era un po’ caretta, € 83).